Arrivano le Ads di WordPress

E’ ufficiale, è stato annunciato qualche giorno fa nel blog di WorPress: presto arriveranno gli annunci sponsorizzati anche su WordPress.com!

Stanchi del monopolio del servizio AdSense di Google e grazie alle numerose richieste dei blogger ecco che WordPress ha preso “la” decisione e lancia il suo servizio di advertising. Si  chiamerà WordAds ed è nato con la collaborazione di Federated Media, un importante network pubblicitario che ad oggi ha al suo attivo progetti con siti noti e importanti.

Da quello che ho potuto capire il funzionamento è similare a quello di AdSense: un utente decide di inserire uno spazio pubblicitario dove compariranno le inserzioni inerenti al tema del blog o del post in oggetto. Ciò che si promette di fare il team di WordPress è di migliorare il servizio:  “You pour a lot of time and effort into your blog and you deserve better”. Noi blogger meritiamo di meglio, mi piace come concetto di partenza!

Naturalmente l’inserimento degli annunci sponsorizzati non è obbligatorio, è l’utente a decidere se inserirei dei banner nel proprio blog e anche che tipo di banner, quindi se prevenienti da brand più o meno famosi.

I blog con dominio http://cicciopasticcio.wordpress.com (come il mio) sembra che non potranno usufruire del servizio. Saranno presi in considerazione soltanto siti con domini personalizzati e anche questi saranno selezionati in base a diversi fattori:

  • il livello di traffico generato dal blog o dal sito;
  • il reale coinvolgimento degli utenti sul tema trattato;
  • la tipologia di contenuti inseriti;
  • il linguaggio utilizzato.

E’ possibile compilare il form per fare la richiesta per le WordAds. Dopodiché l’utente dovrà attendere la conferma di avvenuto inserimento nel programma.

Cosa ne pensate di questa novità? Io la guardo un po’ con sospetto. Vediamo come si evolve…

Unhate Benetton: immagini provocatorie? Hanno provocato!

Posso dire la mia sulla campagna Benetton? Secondo me siamo tutti un po’ ipocriti, a partire dalla Chiesa. Ok,  che la Chiesa sia ipocrita non è una novità, lo so. Ma credo che in generale dovremmo fare una breve riflessione su tutte le belle parole e i buoni propositi sull’unità e la fratellanza, sul “siamo tutti uguali”, sulla parola più inflazionata degli ultimi anni: integrazione. Anch’io inizialmente ci sono rimasta un po’ e ho criticato tra me e me la scelta di immagini così provocatorie. Ma poi ci ho riflettuto, il risultato è stato raggiunto: hanno provocato.

Tanto si parla di globalizzazione, di multiculturalità, di tolleranza verso i gay e poi? Per 4 fotomontaggi neanche particolarmente spinti (non c’è neanche la lingua!) tutte queste polemiche. Chiaro che Benetton voleva far parlare di sè e non ci sono particolari scopi “umanitari”. Però secondo me il messaggio che passa è significativo, è fondamentalmente unità tra i popoli del mondo. Unhate. Non vedo scandalo. Perchè si baciano sulla bocca per caso? I russi lo fanno di abitudine e nessuno si scandalizza mi pare.

Apriamo un po’ i nostri orizzonti, togliamoci qualche paraocchio, ne abbiamo tutti, me compresa, tanto bisogno!

Corso di marketing al femminile

1) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante.
Ti avvicini a lui e gli dici: “Sono un fenomeno a letto.”
Questo è Marketing Diretto

2) Ti trovi ad una festa con un gruppo di amici e vedete un tipo molto affascinante.
Uno dei tuoi amici gli si avvicina e gli dice: “Quella donna là è un fenomeno a letto.”
Questa è Pubblicità

3) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Gli chiedi il suo numero di cellulare. Il giorno dopo lo chiami e gli dici: “Sono un fenomeno a letto.”
Questo è Telemarketing

4) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Lo riconosci. Ti avvicini a lui, gli rinfreschi la memoria e gli dici: “Ti ricordi come sono brava a letto?”
Questo è Customer Relationship Management

5) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Ti alzi, ti sistemi i vestiti, ti avvicini a lui e gli offri un bicchiere. Gli dici come è buono il suo profumo, ti complimenti con lui per il suo completo, gli offri una sigaretta e gli dici: “Sono un fenomeno a letto.”
Questo è Public Relation

6) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Ti avvicini a lui e gli dici: “Sono un fenomeno a letto.” e in più, gli fai vedere una tetta.
Questo è Merchandising

7) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Ti si avvicina e ti dice: “Ho sentito in giro che sei un fenomeno a letto.”
Questo è Branding, il potere del marchio

***************************************************************************************************************************

Corso di marketing al maschile
1) Ti trovi ad una festa e vedi una bella sventola.
Ti avvicini a lei e dici: “Sono un fenomeno a letto e resisto tutta la notte senza fermarmi…”
Questa è Pubblicità ingannevole ed è punita dalla legge!!

Brand Reversioning di Graham Smith

Mi ha fatto molto sorridere e riflettere questa campagna provocatoria del designer inglese Graham Smith, che ha sconvolto la grafica di alcuni famosissimi loghi, mescolando colori e dettagli.

Dobbiamo ammettere che oggi siamo avvolti e investiti dai brand, bombardati quotidianamente da pubblicità di ogni tipo situate in ogni supporto. Ci basta uno sguardo, pochissimi centesimi di secondo, per riconoscere il lettering ed i colori di un logo, associandoli direttamente all’azienda a cui corrisponde.

Il creative logo designer si è chiesto cosa succederebbe se qualcuno vi scombinasse i colori. Anzi, è andato oltre: cosa succederebbe se qualcuno usasse i colori del brand di un’azienda diretta concorrente? Un po’ come in quei test per la vista dove vediamo solo puntini, potremmo sentirci confusi all’inizio, ma poi riusciremmo a mettere a fuoco il brand o ci faremmo ingannare dai colori?

Be curious. Scopriamo quale sarebbe la nostra reazione di fronte alla crisi d’identità dei più noti brand.

Ed ecco che ci troviamo il logo di Android con i colori di Apple e viceversa, Bing con l’aspetto di Google e Google con l’aspetto di Bing, e tanti altri… buona visione.

“Brand identities con un disturbo della personalità” G. Smith



Che ve ne pare?!

Se non hai un IPhone

E’ curioso leggere i commenti alla pubblicità di IPhone 4… parte degli insulti sono stati rimossi chiaramente. Potrebbe essere interessante approfondire le opinioni di alcuni ‘consumatori consapevoli’, nella buona e nella cattiva sorte. 🙂 ‘Se non hai un Iphone’: che sia stato un passo falso della Apple o un ulteriore strategia di affermazione del brand?

A voi i commenti…