Azzurri o marroni?

Una riflessione a voce alta più che un post vero e proprio. Un po’ per l’indole di #personacuriosa un po’ perché sto #simpatica alla gente (lo dicono loro!) sento, metabolizzo e rielaboro situazioni e vite dai colori più vari. Ed è inevitabile poi, almeno per me (cvd #personacuriosa), non mettersi nei panni dell’altro e chiedersi “cosa avrei fatto o cosa farei io al posto suo?”. La mia conclusione è spesso la stessa: io non starei ferma a guardare e/o aspettare e pochissime volte potrei girarmi dall’altra parte. Fatte salvo chiaramente alcune rare situazioni in cui è conveniente guardare in là, ma sono davvero poche.

E poi oggi alla radio andando a lavoro sento una riflessione sul fatto che ciò che rende terreno l’uomo è il fardello che porta ogni giorno, i pesi, le pressioni, le difficoltà che affronta quotidianamente. Una persona che non affronta le difficoltà, che aggira i problemi o scappa da questi è leggera e vola, viaggia distante dalla terra. Una persona terrena me la immagino marrone e una persona leggera invece azzurra: la memoria dell’asilo aiuta e rende l’idea. Preferiamo essere marroni o azzurri quindi? Reagire o lasciarsi scorrere la vita è una scelta nostra credo. Essere azzurri o marroni è una scelta. Io scelgo il marroncino ma non tinta unità, mi sento molto marroncina con qualche inserto speciale: la moda quale espressione dell’anima di un’artista (e non fatta solamente per il gusto del pubblico come molti pensano) aiuta molto in questo caso a rendere l’idea.

Un bauletto perché è spazioso e può contenere le mie scatole girate! #borsamiafatticapanna
Marroncino perché mi sento terrena e anche abbastanza pesante… #urgeunadieta
Decorata perché la mia vita non è di certo liscia, è fatta di imprevisti. #problemsolving
Con le cartine geografiche perché ci cascano a pennello: con una rotta sempre pronta e un orizzonte da scoprire. #personacuriosa

Dove volevo arrivare con tutto ciò? A parte essere finita a descrivermi con una borsa di Alviero Martini (ma perché poi mi sorprendo tanto?!) la morale della favola è che mi fa tristezza vedere queste persone azzurrine pastello che alzano le spalle dicendo “non ci posso fare niente”. E mi rompo un po’ le scatole a sentire lamentele lamentose da ggiovani che non muovono un dito per cambiare la loro situazione, di qualsiasi tipo sia, non mi riferisco nello specifico a un particolare ambito. Che ne pensate? Siete azzurri o marroni? Necessito di punti di vista diversi dal mio! 🙂

Donne, state pensando di cambiare vita?!

Strano, tra le nazioni più a misura di donna l’Italia non si piazza bene, l’avreste mai detto?

Donne, se state pensando di cambiare vita il consiglio è quello di trasferirvi in Islanda. Secondo il World Economic Forum infatti sarebbe il miglior paese del mondo per qualità di vita della popolazione femminile.

Il dato emerge da uno studio che analizza il divario di opportunità tra uomini e donne in 135 paese pubblicato qualche settimana fa nel 2011 Global Gender Gap Report.

Il rapporto si focalizza su 4 aree:
1) le opportunità economiche: salari, percentuale di donne che lavorano, percentuale di donne che svolge lavori ad elevata specializzazione;
2) opportunità educative: possibilità di accesso ai più elevati livelli di istruzione;
3) livello di salute e aspettativa di vita: tasso di mortalità ed età media rispetto agli uomini;
4) oppotunità politiche: numero di donne in parlamento e in ruoli politici chiave negli ultimi 50 anni.

In questa interessante graduatoria ai primi tre posti troviamo, senza grandi sorprese, 3 paesi del nord Europa: Islanda, Norvegia e Finlandia. Gli USA, si collocano solo al 17° posto.

E l’Italia? Come premesso non è tra i primi e neanche a metà: si piazza a un misero 74° posto. A penalizzarci, dicono, è il livello dei salari, che per le donne è in media più basso rispetto a quello dei colleghi maschi, e la totale assenza del gentil sesso tra i top manager e tra le più alte cariche politiche del paese.

Quindi, donne, se state pensando di cambiare vita e non temete il freddo (al limite si fanno tutte le vacanze ai tropici!) fossi in voi ci farei un pensierino! 🙂

1 caffè: finalmente on line l’iniziativa “segreta” di Luca Argentero

Svelato l’arcano ed è finalmente on line il sito www.1caffe.org!

Una straordinaria iniziativa di beneficenza promossa da Luca Argentero attraverso i social network.

Semplice ed efficacie, spiegano così:

Hai mai detto: “Vieni, ti offro 1 caffè?” E quante volte amici, colleghi e persone intorno a te ti hanno detto la stessa cosa? Offrire 1 caffè è un gesto comune, naturale, un’occasione d’incontro che ogni giorno fa conoscere persone, concludere affari, risolvere problemi… fa nascere un amore, alcune volte. Fa succedere tantissime cose, quasi per caso. E se tu avessi la possibilità di far succedere alcune di quelle cose? Se sapessi che il tuo caffè, unito a quello di tante altre persone come te, fa succedere qualcosa di buono?
Se sapessi che aiuta davvero il mondo a essere migliore?

Ogni giorno sarà presentato nel sito un progetto diverso, una piccola associazione italiana da sostenere e conoscere. Complimenti a Luca Argentero e tutta la sua equipe. 

Potrebbe sembrare una marketta ma (purtroppo) non è così. Magari mi pagassero per scrivere! 😉 Scherzo, andrebbe contro il mio sano principio di condivisione che pervade tutta la mia voglia di scrivere, sopratutto on line.
Ho avuto la possibilità di toccare con mano diverse realtà  e so che queste piccole associazioni hanno tanto bisogno di sostegno e anche con poco riescono a fare molto. Nel sito mettono al primo posto il principio della trasparenza e questo mi piace e mi da fiducia.

Sinceri complimenti ancora a Luca e un grande in bocca al lupo a 1caffè!

1 caffè: l’iniziativa “segreta” di Luca Argentero

Sono chiaramente fan di Luca Argentero, anzi, molto di più, sono “la” fan. 😉 Da brava #SMM lo seguo nei social, principalmente twitter, che peraltro usa moltissimo, e facebook. Stasera leggo questo post:

Come si fa a non fidarsi di Luca Argentero? Voglio dire: ma l’avete visto? 😉 Scherzi a parte, al di là dell’aspetto, lo leggo quotidianamente su twitter e mi sembra una persona seria e affidabile. Così mi sono incuriosita e sono andata a vedere di cosa stava parlando ed eccomi arrivata a questa pagina: http://www.facebook.com/1caffe che poi mi ha portato a questo sito http://www.1caffe.org/. Che giri!!

Ciao! Sta prendendo vita un’idea. E’ semplice, unica ed ha bisogno di Te per essere ogni giorno migliore. Come vedi manca poco, iscriviti alla newsletter per saperne di più! A presto, Luca Argentero

C’è un simpatico contatore nel sito che ad oggi segna meno 3 giorni e una manciata di ore. Nessuno sa, o almeno non si capisce, di cosa si tratti.
Nonostante ciò nella pagina facebook ci sono più di 2.700 fan e tantissimi like e commenti nei post.

 Al di là del fatto che mi drogo di caffè tutti i giorni e al di là della curiosità per il misterioso evento in questione, non posso esimermi dal notare quanto la suspanse creata da Luca sia elemento fondamentale per la riuscita di questa iniziativa. Non trapela nulla dai commenti e le persone, anche uomini, continuano a commentare e chiedere. Un modo social e unconventional per attirare l’attenzione su qualcosa di, speriamo, buono!

Se qualcuno avesse qualche idea su cosa potrebbe essere 1caffè si faccia avanti! Intanto io, ritenendo Luca Argentero una persona bella, promuovo l’iniziativa. Perchè? Perchè è social, perchè è uscito dagli schemi, perchè ci mette la faccia e perchè no… perchè è gnocco! 😉

Cocktail Stinger


Ho conosciuto lo Stinger una sera di qualche anno fa. Lavoravo in un locale, quella sera ho staccato presto ed ero particolarmente stanca. Ho chiesto al mio barman preferito, proprio come nei film americani, di prepararmi qualcosa di forte perché ne avevo assolutamente bisogno. Ed ecco il risultato: mai avrei pensato che uno short drink a base di brandy potesse diventare uno tra i miei preferiti! La ricetta è molto semplice, come lo è anche il procedimento.

Ingredienti

7/10 di Brandy

3/10 di crema di menta bianca

Procedimento

Mettere alcuni cubetti di ghiaccio nello shaker e aggiungere il Brandy e la crema di menta bianca. Se non ricordo male il mio barman usava la Vecchia Romagna. Agitare bene per 6-8 secondi e versare nel bicchiere. Va servito nella coppetta cocktail.

La versione on the rocks prevede invece che il cocktail venga fatto direttamente nel bicchiere Old Fashioned in cui, naturalmente, bisogna mettere alcuni cubetti di ghiaccio prima di versare gli ingredienti.

Lo stinger è forte, non c’è dubbio, si tratta fondamentalmente di un cocktail rigorosamente after dinner, un digestivo fresco e invitante. Cercando informazioni per scrivere questo post ho scoperto una piccola curiosità: il cocktail è nato agli inizi del secolo scorso ma divenne famoso all’epoca del proibizionismo in quanto la menta mascherava il sapore del liquore contraffatto.

Sarei curiosa di sapere quanti di voi lo conoscono, lo bevono e sopratutto lo apprezzano! Che esista un fan club in qualche zona remota del web?! 😉

Waiting for Only women weekend

Alcune delle #perledisaggezza emerse alla nostra #seratadonne

Meglio essere la prima che non te la dà che la millesima che te la dà.

Mamma ho capito perchè tu e papà vi siete innamorati: perchè papà È bellissimo, tu, QUANDO ERI GIOVANE, eri abbastanza carina.

Gli uomini vedono una donna e cosa pensano? Di avere quella gnocca sopra di loro con due belle pere.

Non bisogna costruire la propria felicità sull’infelicità degli altri.

Mi piaceva segnarmi alcune chicche come ricordo della nostra cena: ce ne sarebbero state molte altre!

Thanks to all! =)

Waiting for Only women weekend…

I Say A Little Prayer For You – Il matrimonio del mio migliore amico

The moment I wake up
Before I put on my makeup
I say a little prayer for you
While combing my hair now
And wondering what dress to wear now
I say a little prayer for you

Forever and ever
You´ll stay in my heart
And I will love you
Forever and ever
We never will part
Oh how I´ll love you
Together, forever
That´s how it will be
To live without you
Would only mean heartbreak for me

I run for the bus dear
While riding it I think of us dear
I say a little prayer for you
At work I just take time
And all through my coffe break time
I say a little prayer for you

Forever and ever…

My darling believe me
For me there is no one
But you
Please love me too
I´m in love with you
Answer my prayer

Forever and ever..

Curiosità: I Say a Little Prayer è una canzone scritta dai compositori Burt Bacharach e Hal David per la cantante Dionne Warwick nel 1967. Spesso viene erroneamente citata come I Say a Little Prayer for You. Nel corso degli anni è diventata uno standard musicale per le cantanti soul e R&B ed è stata interpretata da numerose artiste, per prima Aretha Franklin che la inserì nell’album Aretha Now nel 1968. Nel 1997 il brano è stato inserito nella colonna sonora del film Il matrimonio del mio migliore amico, in una versione registrata da Diana King.