Unhate Benetton: immagini provocatorie? Hanno provocato!

Posso dire la mia sulla campagna Benetton? Secondo me siamo tutti un po’ ipocriti, a partire dalla Chiesa. Ok,  che la Chiesa sia ipocrita non è una novità, lo so. Ma credo che in generale dovremmo fare una breve riflessione su tutte le belle parole e i buoni propositi sull’unità e la fratellanza, sul “siamo tutti uguali”, sulla parola più inflazionata degli ultimi anni: integrazione. Anch’io inizialmente ci sono rimasta un po’ e ho criticato tra me e me la scelta di immagini così provocatorie. Ma poi ci ho riflettuto, il risultato è stato raggiunto: hanno provocato.

Tanto si parla di globalizzazione, di multiculturalità, di tolleranza verso i gay e poi? Per 4 fotomontaggi neanche particolarmente spinti (non c’è neanche la lingua!) tutte queste polemiche. Chiaro che Benetton voleva far parlare di sè e non ci sono particolari scopi “umanitari”. Però secondo me il messaggio che passa è significativo, è fondamentalmente unità tra i popoli del mondo. Unhate. Non vedo scandalo. Perchè si baciano sulla bocca per caso? I russi lo fanno di abitudine e nessuno si scandalizza mi pare.

Apriamo un po’ i nostri orizzonti, togliamoci qualche paraocchio, ne abbiamo tutti, me compresa, tanto bisogno!

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Lancia gli uccelli e distruggi i maiali

Detta così sembra davvero sconcia. Ma effettivamente il videogioco rompicapo Angry Birds (in italiano Uccelli arrabbiati) è fondamentalmente questo: lo scopo principale del gioco è infatti quello di lanciare degli uccelli di vario tipo contro dei maiali verdi posizionati all’interno di varie strutture, con l’obbiettivo di distruggerli.

La storia, discretamente assurda a mio parere, ha un’origine ancora più bizzarra: i suini a corto di cibo, stanchi di mangiare erba (forse è per questo che sono diventati verdi?!), hanno rubato le uova degli uccelli per farne un lauto pranzetto. Ed ecco come si scatenò la rabbia dei paffuti volatili: Angry Birds, appunto.

E la fantasia degli sviluppatori di Rovio Mobile non si è fermata qui: a seconda del colore e della specie i vari uccelli hanno abilità diverse una volta sparati da una fionda gigante.

Quando per primo Rovio mise su App Store il gioco fu subito un successo immediato: in pochissimo tempo ha spopolato arrivando oggi a un milione di download al giorno. Non ci dobbiamo far troppo impressionare dal numero elevato: Angry Birds è disponibile ormai per ogni tipo di dispositivo… per cui è ancora distante, e forse non arriverà mai, il giorno in cui tutti avranno una copia del rompicapo! Io personalmente non ci trovo niente di eccezionale. Ma trovo sorprendente la diffusione di questo videogioco così assurdo e se vogliamo anche banale. Certo è che la casa produttrice non è rimasta ferma a guardare, cavalcando l’onda e continuando ad accrescere il brand ‘Angry Birds’ con un merchandising molto forte.

E’ possibile acquistare peluches, custodie per iPhone, un gioco da tavolo e ci sono anche giochi nel mondo reale di angry Birds ideati per le promozioni che riescono a catturare l’attenzione di curiosi.

E il fenomeno Angry Birds è stato consacrato l’11 maggio 2011 in Spagna con un’azione di guerrilla marketing davvero degna di nota. In una grande piazza di Barcellona la compagnia telefonica tedesca T-Mobile ha trasformato il mito in realtà, mettendo a disposizione dei passanti tutto l’occorrente per divertirsi: giocando su un cellulare il pubblico poteva vedere davanti ai propri occhi gli effetti dei lanci. Un bel tiro con la fionda ed ecco i famosi uccellini volare davvero e distruggere tutto quanto per arrivare a colpire gli odiati maiali verdi.

Quale sarà il futuro di questi Uccelli Arrabbiati? Per ora milioni di persone continuano imperterrite a lanciare uccelli per distruggere i maiali! Forse, tra loro, ci sarà qualche vegetariano che chiede giustizia? Chissà…

 

Victor Hertz colpisce ancora

Fotografo freelance e graphic designer con la passione per il cinema, la musica e i video divertenti di YouTube: Victor Hertz non finisce mai di stupirci.

Il provocatorio ventottenne svedese ha avuto un’altra idea geniale: ha rivisitato i loghi di alcuni importanti brand creando la loro versione ‘onesta’, almeno secondo la sua personale interpretazione. Il risultato è una carrellata di icone al cui interno convivono ironia, diverimento e spunti di riflessione su valori rappresentati da brand che hanno messo radici nel nostro quotidiano. Lo scopo è ” raccontare la vera anima di un’azienda o come dovrebbe essere chiamata” e lo fa con un tono mai urlato, sempre molto sottile ed efficace.

Ecco alcuni esempi di queste parodie, che a mio avviso davvero possono far cambiare la nostra prospettiva sulla percezione di alcuni noti brand.

Li avete indovinati tutti?

Per vedere altre opere di questo stimolante designer clicca qui.

Corso di marketing al femminile

1) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante.
Ti avvicini a lui e gli dici: “Sono un fenomeno a letto.”
Questo è Marketing Diretto

2) Ti trovi ad una festa con un gruppo di amici e vedete un tipo molto affascinante.
Uno dei tuoi amici gli si avvicina e gli dice: “Quella donna là è un fenomeno a letto.”
Questa è Pubblicità

3) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Gli chiedi il suo numero di cellulare. Il giorno dopo lo chiami e gli dici: “Sono un fenomeno a letto.”
Questo è Telemarketing

4) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Lo riconosci. Ti avvicini a lui, gli rinfreschi la memoria e gli dici: “Ti ricordi come sono brava a letto?”
Questo è Customer Relationship Management

5) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Ti alzi, ti sistemi i vestiti, ti avvicini a lui e gli offri un bicchiere. Gli dici come è buono il suo profumo, ti complimenti con lui per il suo completo, gli offri una sigaretta e gli dici: “Sono un fenomeno a letto.”
Questo è Public Relation

6) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Ti avvicini a lui e gli dici: “Sono un fenomeno a letto.” e in più, gli fai vedere una tetta.
Questo è Merchandising

7) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Ti si avvicina e ti dice: “Ho sentito in giro che sei un fenomeno a letto.”
Questo è Branding, il potere del marchio

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Corso di marketing al maschile
1) Ti trovi ad una festa e vedi una bella sventola.
Ti avvicini a lei e dici: “Sono un fenomeno a letto e resisto tutta la notte senza fermarmi…”
Questa è Pubblicità ingannevole ed è punita dalla legge!!