Non tutto il social vien per nuocere: riflessioni su Parigi

Controtendenza, vorrei spezzare una lancia a favore dei social. Leggo, in questi giorni, l’appello di molti, un invito al silenzio, rivolto sopratutto a tutti coloro che non sono informati al 100% sui fatti, dinamiche internazionali, guerra nei paesi mediorientali, ISIS, e ovviamente non posso non essere d’accordo. Non c’è peggior male della disinformazione.

Ciò che credo sia, se non utile, quantomeno bello, è proprio l’espressione delle persone sui social. La solidarietà, il sentirsi ancor più, grazie a questo strumento, parte di un mondo e vicini alla tragedia. Facile criticare la bandiera francese comparsa nelle immagini dei profili facebook: è vero che tra una settimana le bandiere spariranno e torneranno i soliti selfie, ma è in questo momento che le persone hanno bisogno di sentirsi partecipi, di dire la loro, di dare un segno, se pur piccolo, della loro solidarietà.

Perché dobbiamo perdere tempo a criticare le bandiere sui social, la gente che esprime la propria opinione, Zuckerberg che “fa marketing”? In questo modo quale aiuto stiamo dando? Allora faccio io un contro appello: invito anche voi al silenzio.

Riporto brevemente come si sono mossi i social network nei minuti appena successivi alla tragedia.

Facebook attiva il Security-Check, un sistema che consente a chi ha comunicato di essere nella zona colpita da una calamità di comunicare in modo rapido agli amici Facebook che sta bene, con un clic. I numeri sono di 4 milioni di persone che l’hanno usato e 360 milioni che hanno ricevuto notifica che i loro contatti a Parigi erano sani e salvi. Anche qui critiche a Mark perché, usato per la prima volta con il terremoto del Nepal, non è stato attivato poi per l’attentato a Beirut. La risposta è subito pronta:

Molte persone ci hanno chiesto giustamente perché abbiamo attivato Security-Check per Parigi e non per i bombardamenti a Beirut o in altri luoghi. Fino all’altro giorno la nostra politica è stata di utilizzare Security-Check solo per le calamità naturali. Da oggi abbiamo deciso di cambiare e attiveremo Security-Check per altri eventi drammatici che colpiscono l’umanità. Qui trovate maggiori dettagli su Security-Check e sulla nostra politica di sviluppo dello strumento. Grazie a tutti coloro che ci hanno contattati con le proprie domande e i propri dubbi. Avete ragione, ci sono molti altri conflitti importanti del mondo. Ci prendiamo cura di tutte le persone allo stesso modo, e lavoreremo duramente per aiutare le persone che soffrono in molte di queste situazioni, come possiamo.

Security-Check-Attacchi-Terroristici-Parigi

–> https://www.facebook.com/safetycheck/paris_terror_attacks

Google poco dopo gli attentati ha voluto agevolare le comunicazioni tra Francia e resto del mondo rendendo gratuite le chiamate internazionali per la Francia attraverso Google Hangouts, che permette anche di effettuare chiamate sui numeri fissi, consentendo così di chiamare gratuitamente anche chi non ha uno smartphone.

–> https://hangouts.google.com/

Twitter ha attivato il suo tool “Moments” dedicando una sezione agli attentati di Parigi e permettendo così a tutto il mondo di seguire in diretta l’evolversi della situazione. Più veloce e immediato dei media, condividendo le testimonianze dirette di chi c’era.

–> https://twitter.com/i/moments/665275299068813312

Così, mi piaceva l’idea di sottolineare come non tutto il social vien per nuocere.

Per approfondimenti –> http://bit.ly/1QoNshf

 

 

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