Il mio augurio per il 2012? Stay Hungry. Stay Foolish.

Sembra banale e questa frase è strainflazionata, lo so. Ma auguro sinceramente di essere affamati e di essere folli a tutti, soprattutto a coloro che hanno perso la speranza. Solo con una mente aperta è possibile vedere e cogliere le occasioni che la vita ci offre.

Affamati di sapere, di conoscere, di imparare. Affamati di scoprire cose e persone nuove, affamati della vita nel suo senso più pieno. Affamati di ostacoli, di difficoltà da superare. Affamati di donare, di condividere, di creare.

Folli come se doveste morire domani. Folli come chi segue davvero il suo cuore. Folli come chi sceglie. Folli come chi crede fermamente in un’idea. Folli come Dio, che ci ha creati imperfetti e imprevedibili.

Perciò, a tutti, auguro: Stay Hungry. Stay Foolish.

La mia terza storia parla della morte.

Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.

Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto – tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento – sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.

Un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Effettuai una scansione alle sette e trenta del mattino, e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Fino ad allora non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che con ogni probabilità era un tipo di cancro incurabile, e avevo un’aspettativa di vita non superiore ai tre-sei mesi. Il mio dottore mi consigliò di tornare a casa ‘a sistemare i miei affari’, che è un modo per i medici di dirti di prepararti a morire. Significa che devi cercare di dire ai tuoi figli tutto quello che avresti potuto nei successivi dieci anni in pochi mesi. Significa che devi fare in modo che tutto sia a posto, così da rendere la cosa più semplice per la tua famiglia. Significa che devi pronunciare i tuoi ‘addio’.

Ho vissuto con quella spada di Damocle per tutto il giorno. In seguito quella sera ho fatto una biopsia, dove mi infilarono una sonda nella gola, attraverso il mio stomaco fin dentro l’intestino, inserirono una sonda nel pancreas e prelevarono alcune cellule del tumore. Ero in anestesia totale, ma mia moglie, che era lì, mi disse che quando videro le cellule al microscopio, i dottori cominciarono a gridare perché venne fuori che si trattava una forma molto rara di cancro curabile attraverso la chirurgia. Così mi sono operato e ora sto bene.

Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale:

Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.

Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero giovane, c’era una pubblicazione splendida che si chiamava The whole Earth catalog, che è stata una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Steward Brand, non molto distante da qui, a Menlo Park, e costui apportò ad essa il suo senso poetico della vita. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer, ed era fatto tutto con le macchine da scrivere, le forbici e le fotocamere polaroid: era una specie di Google formato volume, trentacinque anni prima che Google venisse fuori. Era idealista, e pieno di concetti chiari e nozioni speciali.

Steward e il suo team pubblicarono diversi numeri di The whole Earth catalog, e quando concluse il suo tempo, fecero uscire il numero finale. Era la metà degli anni Settanta e io avevo pressappoco la vostra età. Nella quarta di copertina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna nel primo mattino, del tipo che potete trovare facendo autostop se siete dei tipi così avventurosi. Sotto, le seguenti parole: “Siate affamati. Siate folli”. Era il loro addio, e ho sperato sempre questo per me. Ora, nel giorno della vostra laurea, pronti nel cominciare una nuova avventura, auguro questo a voi.

Stay Hungry. Stay Foolish.

 

Steve Jobs (1955-2011)

 

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4 thoughts on “Il mio augurio per il 2012? Stay Hungry. Stay Foolish.

  1. Per il 2012 mi auguro serenità (sembra banale ma la serenità interiore non lo è per niente) e pazzia. La pazzia/incoscenza che avevo quand ero più piccola e che a volte crescendo un pò perdi. Beh la voglio ritrovare perchè è necessaria! Voglio condividere un pezzettico dello spettacolo di teatro a cui ho preso parte l’anno scorso: Arianna: Ho sprecato la mia vita aspettando di cambiarIa. La notte, durante l’insonnia, mi promettevo: «domani, spacco tutto e cambio ».
    Leonardo: Cambiare che cosa?
    Arianna: La vita, la mia vita. Ho vissuto una vita che era quella di un altro.
    Leonardo: Hai mantenuto la tua promessa?
    Arianna: Quale promessa?
    Leonardo: Sì, di cambiare vita!
    Arianna: Il mattino,. svegliandomi, ero ancora deciso … Ma dopo il breakfast, ero troppo appesantito. Rimandavo all’indomani. Sempre così; per anni, anni e anni.
    Leonardo: Avrebbe dovuto saltare il breakfast.
    Arianna: Adesso è troppo tardi. Ma provo ancora. Quanti breakfast sono in trent’anni?
    Leonardo: È facile fare il conto. Se un anno è fatto di 365 giorni 5 ore 48 min. 46 sec. Significa che in un anno ci sono 365,2421997 breakfast arrotondando al settimo decimale, quindi facendo il conto in trent’anni sono 10957,26599 il che significa 10957 breakfast più una fetta di pan tostato spalmato di burro inglese e mezza fetta di bacon.

    Il Pedone dell’Aria
    Eugène Ionesco

    1. A dir poco geniale! Buon Anno Chiara, e grazie per la condivisione di questo pezzettino di… vita teatrale. 🙂 Amo molto il teatro e credo sia una delle forme d’arte più introspettive che esista, tira fuori spesso ciò che non vogliamo dire, ammettere, quello su cui ci fa fatica riflettere. Questo ne è un esempio plateale.
      Domani spacco tutto e cambio vita! 🙂

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