Perdonatemi se parlo di crisi!

Se c’è una cosa che mi infastidisce davvero tanto in questo periodo sono i telegiornali. I servizi inutili che parlano di aria fritta, sopratutto riguardo alla crisi.

Stasera ho sentito le ennesime uscite inutili e irritanti, così ora mi permetto di scrivere quello che penso relativamente alla crisi, cosa che fin’ora non mi sono mai permessa di fare. Un po’ perché si rischia di cadere nei soliti luoghi comuni (e infatti non mancheranno) e un po’ perché sono implicati talmente tanti fattori che sinceramente non credo di avere una visione davvero completa della situazione.

1. Prima sparata:

“il 57% degli italiani da un sondaggio ha dichiarato di essere disposto a fare dei sacrifici pur di risollevare il paese”

Dunque, caro il mio giornalista, è bello e rassicurante sapere che gli italiani ci tengono a questa povera Italia. Ma come si suol dire, il cane non muove la coda per niente! Finché non vedremo dei segni tangibili che rendano evidente la volontà di cambiare il sistema e risollevare i paese sarà dura che l’italiano medio sia ancora disposto a fare rinunce. Quale potrebbe essere un segnale? Tagli! No alle pensioni però.  Al numero di parlamentari, ai loro vergognosi stipendi, al numero spropositato di auto blu. Ai dipendenti pubblici raccomandati e assenteisti. Sono consapevole non è una soluzione e che è una valutazione semplicistica ma credo che sia indispensabile riconquistare la fiducia degli italiani e questa può essere una strada.

2. Seconda sparata:

“il rischio è che la voglia di social e di comunità dei giovani si trasformi in manifestazioni di violenza”

Allora, parliamone: le manifestazioni in piazza sono sempre esistite, da che mondo e mondo, in particolar modo nei periodo di crisi. Cosa c’entrano i social? Certo, chiaro che giocano un ruolo in quanto sono un modo rapido e semplice di veicolare le informazioni e i dettagli relativi alla manifestazione. Ma da qua a dire che la voglia di socializzare dei giovani si trasformi in violenza ne passa! Il genio che ha realizzato questo servizio forse, e sottolineo forse, non ha pensato che i famosi black bloc ci sono sempre stati e approfittano di questi eventi per fare quello che fanno, ovvero danni. Non voglio spendere delle parole a riguardo perché se ne è già parlato molto. Se fosse una festa, si chiamerebbero imbucati. I poveretti, in senso buono, che vanno a manifestare in piazza perché sono senza lavoro o per motivazioni varie di certo non vanno lì con l’intenzione di spaccare vetrine e bruciare macchine: hanno ben altri pensieri per la testa! Tipo, per esempio, come arrivare a fine mese.

Detto ciò, mi auguro di non avervi annoiato: perdonatemi se parlo di crisi anche io. E ci metto pure il punto esclamativo nel titolo. 🙂

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2 thoughts on “Perdonatemi se parlo di crisi!

  1. Brava Isa, complimenti! La penso esattamente come te e ti dirò, in riferimento ai social, che per come la vedo io questa sparata é solo un altro modo per dare la colpa a qualcos’altro. Tanto loro non sanno nemmeno cosa ci sia dietro a una pianificazione in internet e quindi lo additano fra i mali no? Comunque ben detto, che inizino anche loro a fare dei sacrifici anche se per come la vedo io, non succederà MAI! (io il bicchiere lo vedo sempre mezzo vuoto in materia politica)
    Alessandro Rigato
    http://myordinarymadness.tumblr.com/

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