Unhate Benetton: immagini provocatorie? Hanno provocato!

Posso dire la mia sulla campagna Benetton? Secondo me siamo tutti un po’ ipocriti, a partire dalla Chiesa. Ok,  che la Chiesa sia ipocrita non è una novità, lo so. Ma credo che in generale dovremmo fare una breve riflessione su tutte le belle parole e i buoni propositi sull’unità e la fratellanza, sul “siamo tutti uguali”, sulla parola più inflazionata degli ultimi anni: integrazione. Anch’io inizialmente ci sono rimasta un po’ e ho criticato tra me e me la scelta di immagini così provocatorie. Ma poi ci ho riflettuto, il risultato è stato raggiunto: hanno provocato.

Tanto si parla di globalizzazione, di multiculturalità, di tolleranza verso i gay e poi? Per 4 fotomontaggi neanche particolarmente spinti (non c’è neanche la lingua!) tutte queste polemiche. Chiaro che Benetton voleva far parlare di sè e non ci sono particolari scopi “umanitari”. Però secondo me il messaggio che passa è significativo, è fondamentalmente unità tra i popoli del mondo. Unhate. Non vedo scandalo. Perchè si baciano sulla bocca per caso? I russi lo fanno di abitudine e nessuno si scandalizza mi pare.

Apriamo un po’ i nostri orizzonti, togliamoci qualche paraocchio, ne abbiamo tutti, me compresa, tanto bisogno!

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5 pensieri riguardo “Unhate Benetton: immagini provocatorie? Hanno provocato!

  1. Concordo pienamente con te! La Chiesa in questo caso ha poco da sentirsi indignata perché é solo un atto simbolico. Ho provato a mettermi nei panni dei personaggi scelti per questa campagna e devo dire che per lo scopo, una mia foto non mi avrebbe fatto arrabbiare in questa maniera perché la nostra Chiesa prima insegna l’uguaglianza tra i popoli, la tolleranza, la globalizzazione e poi si indigna davanti a un fotomontaggio.
    Quindi mi domando, perché comportarsi così da bigotti se poi, un qualcuno, mette in atto ciò che vai a predicare?

  2. Esatto Pollon….e solitamente i primi a criticare sono anche i primi a voler che la gente apra la propria mentalità ed i propri orizzonti!!!

  3. Condivido il tuo pensiero..ero rimasta piacevolmente sorpresa nel vedere un gruppo italiano alla base di un’iniziativa così significativa e fuori dagli schemi..l’entusiasmo è finito leggendo le polemiche del vaticano..e la cruda realtà ci dice che viviamo in Italia!Un paese vecchio, governato da vecchie e ottuse menti che non sono in grado di guardare oltre la provocazione e cogliere la vera essenza di tale messaggio..purtroppo andremo sempre avanti con il freno a mano tirato.

  4. Ciao Isa, a me la campagna di Benetton mi è sembrata solo brutta e un po’ scontata. Ha ragione Toscani quando dice che la sua foto del prete e della suora era simbolica, palesemente finta e preparata prendeva i simboli e li usava senza offendere nessuno. Indipendentemente dalla posizione che si ha sull’omosessualità, la questione è che mi sembra una scorciatoia, come il sesso per un comico o la parolaccia. Fanno sempre effetto ma non risulta da una creatività intelligente.

  5. Beh lasciando stare l’ipocrisia della chiesa….se si decide di fare una campagna provocatoria, poi è ovvio e anche desiderato che ci siano delle reazioni un pò fuori dalle righe, benetton voleva esattamente questo, perchè altrimenti proporre un’immagine del genere, quando le opinioni della Chiesa sull’argomento sono alla portata di tutti?
    Mi sembra sbagliato dire come dovrebbe o non dovrebbe reagire la Chiesa, poichè alla fin fine i suoi precetti possono essere condivisibili o meno, ma rimangono pur sempre opinioni, che ognuno è libero o meno di adottare e e fare propri, tant’è vero che tanti cattolici praticanti non condividono numerosi pensieri della dottrina cristiana, tra i quali quello sulla omosessualità.
    La reazione era cercata e probabilmente senza quella la campagna non avrebbe avuto lo stesso effetto.
    Come può il Papa essere contento di un’ammagine del genere, dato per certo che sappiamo la rigidità della dottrina cattolica nella fattispecie? Non ci vedo nulla di strano nè biasimo la reazione che è in fin dei conti coerente. Poi uno può accettarla o meno, ma di sicuro non si può dire ad un’istituzione così antica e culturalmente determinante cosa deve predicare come giusto o meno. La libertà di parola vale anche per le religioni che possono esprimere liberamente i propri pensieri e le proprie opinioni, poi ognuno è libero di condividerle in toto, in parte o non condividerle proprio.
    Apparte tutto mi piace il tuo blog…è un blog a 360°. io sono un’inesperta novellina in materia di blog! 🙂

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